
AVELLINO �" L’Ascoli, dopo un anno senza vittorie esterne, trova nella generosità dell’Avellino la miglior cura al suo mal di trasferta. La formazione bianconera, quadrata e ordinata, ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo punendo i biancoverdi alla prima occasione con Bernacci e poi con Soncin. I padroni di casa, quasi mai in partita nella prima frazione (eccezion fatta per le due ghiotte occasioni da rete sciupate da Cipriani nel finale), provano a reagire nella ripresa. Il forcing prodotto è tanto confuso quanto sterile e serve solo a peggiorare l’umore di una squadra già a pezzi. I primi segnali di una settimana che si preannunzia durissima sotto il profilo mentale sono nel fallo scomposto di Porcari che lascia i suoi in 10 mortificando così ogni velleità di rimonta. Ivo Iaconi, allenatore dell’Ascoli, ringrazia e commenta: “Quando si vince è molto probabile che ci siano anche errori da parte degli avversari. L’Avellino ha giocato una partita accorta e fin quando è rimasto coperto non ha corso particolari pericoli. Poi, quando si è sbilanciato, siamo stati bravi a sfruttare gli spazi che si sono aperti. Soncin è una mossa azzeccata e che ho anticipato anche perché Maniero non era in buone condizioni. Siamo stati cinici al punto giusto e se vogliamo diventare grandi dobbiamo imparare ad essere sempre così concreti. Questa vittoria non cambia nulla in termini di classifica e serve solo a dimostrare che la mia squadra onorerà il campionato sino al termine della stagione. Da qui alla fine credo che faremo bene anche perché abbiamo alle spalle sei mesi di lavoro ed una maggiore consapevolezza della nostra forza. Andremo avanti senza grosse aspettative e provando a non allontanarci troppo dalle zone alte della classifica”. A condannare l’Avellino non è soltanto l’Ascoli ma anche i numeri: due punti nelle ultime quattro gare interne e soli due pareggi esterni in tutta la stagione. La vittoria manca dal 12 gennaio e la salvezza si fa sempre più complicata. Guido Carboni, scuro in volto, analizza così il difficile momento della squadra irpina: “Dopo ogni sconfitta è sempre l’allenatore a salire sul banco degli imputati. Il mio compito è non perdere l’equilibrio e la fiducia nel lavoro. Nel primo tempo abbiamo tenuto bene. Nella seconda frazione avremmo dovuto interpretare la gara con maggiore lucidità ed invece i miei hanno sentito troppo l’importanza della gara. I numeri degli ultimi mesi dicono che questo è il momento più duro della stagione per l’Avellino. Il primo ad essere amareggiato sono io ma questo spero non demoralizzi ulteriormente la squadra. Con l’Ascoli avremmo dovuto giocare con maggiore personalità ed è inutile andare a recriminare sugli episodi anche se è strano che nel dubbio le decisioni siano sempre sfavorevoli all’Avellino. Io vado avanti nella convinzione di potermela giocare ancora e sempre compatibilmente con l’aspettative della dirigenza. Adesso pensiamo alla prossima gara sperando di ritrovare al più presto i giusti equilibri.” A sgombrare il terreno da ogni dubbio in merito alla conferma del tecnico sulla panchina avellinese è il d.g. Lucchesi che, amareggiato, dichiara: “Abbiamo necessità di fare punti. L’Ascoli si è dimostrata superiore alla nostra squadra. Abbiamo affrontato l’incontro nella giusta maniera fino al momento del primo svantaggio. Il calendario, in questo periodo, non ci ha dato una mano. Ciò che più pesa non è questa sconfitta ma i punti persi al termine di gare come quelle con Frosinone e Spezia. La fiducia a Carboni è confermata e non è in discussione. Dobbiamo lavorare e restare uniti in vista del raggiungimento di un traguardo ancora possibile. Ora guardiamo alla prossima trasferta di Piacenza che non deve essere considerata come l' ultima spiaggia nè per l'allenatore, nè per l'Avellino”.