
Simone Bolelli (nella sfida) sfida Andy Roddick nel terzo match sul "Pietrangeli": in palio i quarti di finale agli Internazionali BNL d'Italia maschili. Per il ventiduenne bolognese l'occasione per cogliere un risultato di prestigio contro il numero 6 del ranking Atp e ed ex numero uno prima dell'inizio dell'era Federer. L'arma migliore dello statunitense, vincitore agli US Open nel 2003, è il servizio. Sarà fondamentale quindi la risposta. Simone attraversa un ottimo momento di forma: è reduce dalla finale di Monaco e nei primi due turni al Foro Italico ha battuto i francesi Patience e Simon senza concedere un set. Bolelli e Roddick si sfidano per la prima volta.Segue l'intervista pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione D: Come è stata la partita? R: Non sono partito bene, ero contratto. Ho giocato a tratti, ma nei momenti importanti sono venuto fuori bene sia con il servizio che con la risposta. Lui palleggiava, stava dietro e forzava poco. Ero sempre io a rischiare e a fare qualcosa. Mi piace essere aggressivo. Nei momenti difficili, sono stato calmo, anche se ho perso un break al secondo set. D: Eri stanco? R: Ho fatto fatica ad entrare in partita, sono stato molto falloso all’inizio. La luce era abbastanza buona. D: Il tuo allenatore ti diceva di stare più basso con le gambe? R: Sì, ero contratto e quindi troppo alto. Si spiegano così molti dei miei errori. D: Il campo 1 è più veloce del centrale? R: È uguale, più piccolo e raccolto, ma la velocità è la stessa. Il pubblico si sente di più. D: Che sensazione hai provato? R: Bello! Sentivo ogni commento. Mi fa piacere giocare in casa da italiano. D: Ci puoi dire qualche commento particolare che hai sentito? R: “Daje’ Simò!”, “Dai che è morto!!” Molto simpatici. D: In pratica è come quando stai con Pistolesi? R: Sì, il linguaggio è quello, mi dà fiducia ed è simpatico. D: Con chi sei qui? R: Oltre alla mia famiglia ci sono i miei preparatori Ragazzi e Panichi. Inoltre c’è il mio manager Roberto Mosconi, che aiuta mio padre e alcuni amici di Bologna. D: Avresti potuto usare la palla corta un po’ prima? R: Sì, avrei dovuto farlo dall’inizio... ci ho pensato solo dopo. D: Perché hai iniziato contratto? R: Forse ero teso. Al secondo turno ho incontrato un avversario non facile. Non c’è un motivo particolare, forse sentivo che c’erano più aspettative da parte del pubblico qui in Italia. D: C’è un motivo per cui hai giocato meglio nel secondo set? R: Mi sentivo bene nel primo set, ma ero più falloso. Ogni tanto sbagliavo, ma l’importante è che il gioco lo comandavo io. D: Ora incontrerai Roddick che ha un gioco simile al tuo. Userai una tattica più attendista? R: Cercherò di rispondere il più possibile per farlo muovere il più possibile. Lo voglio far correre e stancare. Certo non è proprio la sua superficie, ma rimane sempre un forte avversario. D: Consideri tua la terra battuta? R: La terra è sempre stata mia, solo dopo ho sviluppato il tennis veloce. Preferisco l’indoor, ma la terra mi piace perché mi dà tempo di spingere e di girarmi col dritto. Riesco ad essere aggressivo lo stesso. D: Cosa vuol dire avere fiducia dopo aver vinto una serie di partite consecutive? R: Quando vinci tante partite consecutive, avere fiducia significa essere più sicuro nei momenti importanti. Puoi annullare delle palle break con degli aces, giochi più tranquillo. La parte mentale è importante. D: Il pubblico è stato tiepido con Seppi e Volandri, ma non con te. Sei pronto a prenderti carico delle loro aspettative? R: Sì, sono qui per fare meglio. Più pubblico c’è, meglio è. D: Con Roddick, sembri possibilista... R: Se vado in campo bene, posso giocarmela. Non dico vincere, ma almeno dargli fastidio. D: Hai lavorato molto sulla risposta, ti senti migliorato? R: Oggi rispondo di più ed è più facile farlo sulla terra perché la palla è più lenta sui campi pesanti. È più difficile fare ace, ma uno come Roddick che serve a 220 km/h, fa ace lo stesso. Sul veloce se servi in kick, è più difficile rispondere. La mia risposta è migliorata, sul rovescio però rientro meglio. D: Stai lavorando anche sul serve and volley? Perché non l’hai usato oggi? R: Oggi potevo farlo così come ho fatto la smorzata, ma si sa che in campo le emozioni sono diverse. Comunque lo devo aggiungere al mio gioco.
|
|
| Ads | |
| ..: © 2005-2008 SportIsland.net - Web Design by Ropeweb.it :: Copyright :: Notes & Infos :: Standard & Accessibilità :.. |