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INTERNAZIONALI DI ROMA, BOLELLI: "E' UN BUON MOMENTO, CON RODDICK ME LA GIOCO"
Continua il cammino di Simone Bolelli agli Internazionali BNL d'Italia. Il ventiduenne bolognese ha battuto con un doppio 64 anche Gilles Simone negli ottavi trova Andy Roddick
Gio 8 Mag 2008 09:50:20
di: Redazione SportIsland.net
tennis bolelli   Simone Bolelli (nella sfida) sfida Andy Roddick nel terzo match sul "Pietrangeli": in palio i quarti di finale agli Internazionali BNL d'Italia maschili. Per il ventiduenne bolognese l'occasione per cogliere un risultato di prestigio contro il numero 6 del ranking Atp e ed ex numero uno prima dell'inizio dell'era Federer. L'arma migliore dello statunitense, vincitore agli US Open nel 2003, è il servizio. Sarà fondamentale quindi la risposta. Simone attraversa un ottimo momento di forma: è reduce dalla finale di Monaco e nei primi due turni al Foro Italico ha battuto i francesi Patience e Simon senza concedere un set. Bolelli e Roddick si sfidano per la prima volta.

Segue l'intervista pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione

D: Come è stata la partita?
R: Non sono partito bene, ero contratto. Ho giocato a tratti, ma nei momenti importanti sono venuto fuori bene sia con il servizio che con la risposta. Lui palleggiava, stava dietro e forzava poco. Ero sempre io a rischiare e a fare qualcosa. Mi piace essere aggressivo. Nei momenti difficili, sono stato calmo, anche se ho perso un break al secondo set.

D: Eri stanco?
R: Ho fatto fatica ad entrare in partita, sono stato molto falloso all’inizio. La luce era abbastanza buona.

D: Il tuo allenatore ti diceva di stare più basso con le gambe?
R: Sì, ero contratto e quindi troppo alto. Si spiegano così molti dei miei errori.

D: Il campo 1 è più veloce del centrale?
R: È uguale, più piccolo e raccolto, ma la velocità è la stessa. Il pubblico si sente di più.

D: Che sensazione hai provato?
R: Bello! Sentivo ogni commento. Mi fa piacere giocare in casa da italiano.

D: Ci puoi dire qualche commento particolare che hai sentito?
R: “Daje’ Simò!”, “Dai che è morto!!” Molto simpatici.

D: In pratica è come quando stai con Pistolesi?
R: Sì, il linguaggio è quello, mi dà fiducia ed è simpatico.

D: Con chi sei qui?
R: Oltre alla mia famiglia ci sono i miei preparatori Ragazzi e Panichi. Inoltre c’è il mio manager Roberto Mosconi, che aiuta mio padre e alcuni amici di Bologna.

D: Avresti potuto usare la palla corta un po’ prima?
R: Sì, avrei dovuto farlo dall’inizio... ci ho pensato solo dopo.

D: Perché hai iniziato contratto?
R: Forse ero teso. Al secondo turno ho incontrato un avversario non facile. Non c’è un motivo particolare, forse sentivo che c’erano più aspettative da parte del pubblico qui in Italia.

D: C’è un motivo per cui hai giocato meglio nel secondo set?
R: Mi sentivo bene nel primo set, ma ero più falloso. Ogni tanto sbagliavo, ma l’importante è che il gioco lo comandavo io.

D: Ora incontrerai Roddick che ha un gioco simile al tuo. Userai una tattica più attendista?
R: Cercherò di rispondere il più possibile per farlo muovere il più possibile. Lo voglio far correre e stancare. Certo non è proprio la sua superficie, ma rimane sempre un forte avversario.

D: Consideri tua la terra battuta?
R: La terra è sempre stata mia, solo dopo ho sviluppato il tennis veloce. Preferisco l’indoor, ma la terra mi piace perché mi dà tempo di spingere e di girarmi col dritto. Riesco ad essere aggressivo lo stesso.

D: Cosa vuol dire avere fiducia dopo aver vinto una serie di partite consecutive?
R: Quando vinci tante partite consecutive, avere fiducia significa essere più sicuro nei momenti importanti. Puoi annullare delle palle break con degli aces, giochi più tranquillo. La parte mentale è importante.

D: Il pubblico è stato tiepido con Seppi e Volandri, ma non con te. Sei pronto a prenderti carico delle loro aspettative?
R: Sì, sono qui per fare meglio. Più pubblico c’è, meglio è.

D: Con Roddick, sembri possibilista...
R: Se vado in campo bene, posso giocarmela. Non dico vincere, ma almeno dargli fastidio.

D: Hai lavorato molto sulla risposta, ti senti migliorato?
R: Oggi rispondo di più ed è più facile farlo sulla terra perché la palla è più lenta sui campi pesanti. È più difficile fare ace, ma uno come Roddick che serve a 220 km/h, fa ace lo stesso. Sul veloce se servi in kick, è più difficile rispondere. La mia risposta è migliorata, sul rovescio però rientro meglio.

D: Stai lavorando anche sul serve and volley? Perché non l’hai usato oggi?
R: Oggi potevo farlo così come ho fatto la smorzata, ma si sa che in campo le emozioni sono diverse. Comunque lo devo aggiungere al mio gioco.
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