
AVELLINO - Dopo una prestazione spettacolare, condotta a ritmi forsennati da entrambi i team, gara-1 dei quarti di finale tra le due ”novelle” della post-season termina con la vittoria per 103-92 dell'Air Scandone Avellino sulla Pierrel Capo d'Orlando, nonostante il punteggio sia stato in bilico per i primi tre quarti.
Gianmarco Pozzecco, nonostante la sconfitta, scende in sala stampa sorridente, consapevole di aver disputato una gara fantastica, anche se i rimorsi per la sconfitta ci sono tutti. Dopo aver offerto pop-corn a un Euro ai giornalisti, parte prima con una considerazione sulla sua carriera: ”Nella mia carriera ho sempre avuto persone che mi sono state sempre vicine nelle varie piazze dove ho giocato. Definirmi grato a Sindoni è dire poco. Chiudere la carriera con Ercolino sarebbe la quadratura del cerchio, ma penso che Enzo meriti che chiuda la carriera con lui. Io sono molto dispiaciuto per la sconfitta; non saprei analizzare la partita. L'unica analisi per una prestazione del genere è che è stato uno spettacolo del genere. Da trent'anni gioco a basket, ma una gara del genere l'ho vista poche volte. Nel mondo della pallacanestro dobbiamo riconoscere che abbiamo degli arbitri spettacolari, e ve lo dice uno che ha giocato in Europa. Dal punto di vista del pubblico è stato un altro spettacolo. Se l'Inter avesse avuto il vostro pubblico non saprei come poteva andare a finire, e anche i nostri tifosi che sono arrivati fin qua così come ci hanno supportato per tutta la stagione. Dopo aver perso in casa con Varese ci davano per morti, ma la reazione dei miei compagni si è vista soprattutto nel primo quarto. Poi alla lunga è arrivata la stanchezza, l'Air è arrivata al 40' più fresca. Abbiamo capito che possiamo vincere. Senza Righetti? Cambierà, certo". Il Poz si lamenta poi per la gestione delle date dei calendari: "L'omino che ha fatto i calendari andrebbe preso per le palle: due settimane fermo e poi una gara ogni due giorni. Cosa farò dopo aver giocato? Mi candido per fare il calendario. Non ci vuole Zichichi o Rubbia per capire che sarebbe già una gran cosa giocarne due da una parte, due dall'altra e una. Ma d'altronde, questa è l'ultima volta che farò questo sforzo (ridendo, ndr)”.