
La speranza è l’ultima a morire. Sono tante le squadre che in questi ultimi giorni di campionato si aggrapperanno a questo aforisma, pregando affinché i loro desideri prevalgano sull’aritmetica.
Uno: è la distanza che separa la Roma dall’Inter nell’ultima volata scudetto; due i punti che separano il Milan alla Fiorentina per l’ultimo biglietto di Champions League.
Vincere in casa contro l’Udinese potrebbe non bastare, se anche i viola ottenessero i tre punti contro un Toro già aritmicamente salvo: “Non speriamo in regali, perché nessuno fa regali a nessuno - ha detto Adriano Galliani sull’ipotesi che i granata sconfiggano la Fiorentina -. Stanno succedendo dei risultati finalmente in linea con i campionati del nord Europa, e questo è molto positivo”.
Meglio quindi continuare a guardare in casa propria, senza pensare agli altri condomini: “Noi non tifiamo per nessuno - ha aggiunto il rossonero - ogni squadra deve giocare per se stessa, fare il massimo per se e non per gli altri. E’ inutile tifare per altre squadre, questo non serve a cambiare i risultati. Quindi io tifo per il Milan e mi auguro ancora che si riesca ad arrivare in Champions League”
Ottenuta la vittoria nel derby e scavalcata la Fiorentina, il Milan aveva raggiunto l’obbiettivo del quarto posto, ma ad una settimana di distanza Hamsik (un altro baby - fenomeno) e il suo Napoli hanno respinto i rossoneri dietro i viola. “Non ci sono spiegazioni - è stato il commento di Galliani - La squadra arrivava da tre giornate molto positive. Sono abbastanza stupito perché è stata la prima trasferta in cui siamo stati nettamente sovrastati. Abbiamo perso a Palermo immeritatamente, abbiamo giocato bene a Roma, a Torino con la Juventus, a Bergamo potevamo vincere. Con l’Inter all’andata invece abbiamo perso in maniera rocambolesca. Contro il Napoli arrivavamo da 3 vittorie, avevamo giocato molto bene il derby, ma purtroppo in questa partita abbiamo giocato male e perso meritatamente”.
La debacle partenopea ha rattristato anche il Cavalier Berlusconi: “Ho sentito il presidente domenica sera ed era triste, come lo sono io e tutti i tifosi del Milan. Anche se per queste norme non può essere il presidente, credo che nessuno gli possa impedire di essere oltre che il proprietario, il tifoso numero uno del Milan - sorride Galliani -. Più che nero era dispiaciuto e rattristatato. Lo stesso sentimento che hanno i giocatori, l’allenatore e credo tutti i tifosi del Milan”.
Bocca cucita e massimo silenzio sulla prossima campagna acquisti: “Non parlo di mercato fino alla fine del campionato. Se i tifosi fremono dovranno pazientare altri 5 giorni. Con tutti i giocatori, a partire dal capitano, si parlerà a partire da lunedì prossimo” Segue audio intervista a Galliani