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IL PAGELLONE DELLA SERIE A: TRA VINCITORI E VINTI
Punto conclusivo sulla stagione '07/'08: bene le big, convincenti anche le neo-promosse di lusso.
Dom 25 Mag 2008 16:49:31
di: Roberto Sabatino
calcio logo serieA08   Chiusa ufficialmente la stagione calcistica 2007/2008 con la finale di Coppa Italia vinta dalla Roma, ecco il punto conclusivo del campionato di Serie A. E' stato un torneo decisamente diverso dallo scorso, con una lotta serrata tra scudetto, qualificazione Champions, zona Uefa e bagarre-salvezza, decise negli ultimi novanta minuti di gioco.

Ha vinto l'Inter, ed era nelle previsioni, ma la Roma di Luciano Spalletti ha tenuto vivo il campionato non arrendosi mai. I nerazzuri di mister Mancini hanno steccato l'obbiettivo Champions, ma la rosa a disposizione del tecnico, era la più forte in Serie A, basti vedere l'ingresso decisivo di Ibrahimovic nel match-point di Parma.

A pieni voti le tre neo-promosse, ma non si potevano considerare troppo tali, visto il loro blasone: la Juventus torna nel calcio d'Europa che conta, Napoli e Genoa danno spettacolo e si piazzano a ridosso delle big. Bocciato il Milan, in fase di ricostruzione, promossa la giovane Fiorentina di Prandelli.

Tra i giocatori, la rivelazione è stata il genoano Marco Borriello: 19 gol in campionato, convocazione azzurra. Insomma, una scommessa vinta alla grande.

IL PAGELLONE



ATALANTA 6.5

Non era facile ripetere un buon campionato come quello vissutto sotto la gestione Colantuono. I bergamaschi erano ripartiti da Gigi Del Neri, tecnico del miracolo Chievo, che però era reduce da ben tre esoneri con Porto, Roma e Palermo, e dalla scottante retrocessione in B proprio con gli scaligeri. Invece i nerazzurri hanno mostrato buon gioco, basandosi sul sempre-verde Cristiano Doni (attaccante aggiunto), e sopperendo alla cessione forzata di Zampagna, con le giocate della new-entry Sergio Floccari. Forse la squadra poteva centrare qualche gradino più in su nella classifica, essendosi adagiata a salvezza ottenuta, ma il lavoro di Del Neri è stato impeccabile.

Tra i protagonisti il portiere Coppola, ed i centrocampisti Guarente, Tissone e Ferreira Pinto: non a caso, gli uomini mercato della prossima estate.



CAGLIARI 8

Un autentico miracolo quello della squadra sarda, che tutti davano spacciata alla retrocessione già a Gennaio. Troppo caos sulla panchina, con gli esoneri di Giampaolo e Sonetti, troppo pressanti anche le vicende extracalcistiche tra Foggia e Marchini, e la feroce contestazione dei tifosi.

Invece ecco l'uomo della provvidenza, Davide Ballardini, che in Sardegna si era già visto per poche partite un anno e mezzo prima. Reduce dalla negativa esperienza col Pescara, tutti credevano fosse solo il traghettatore verso la ricostruzione in B. Ma poi la squadra ha reagito, inanellando sette risultati utili casalinghi, ed ottenendo la salvezza matematica vincendo ad Udine. Una scalata firmata, oltre al tecnico-miracolo, anche dai gol di Robert Acquafresca (10 centri), e dagli innesti invernali del brasiliano Jeda (ex Rimini), e del portiere Storari (Levante). Per il Cagliari un'impresa storica, che consente di restare in Serie A, ad un gruppo che merita solo applausi.



CATANIA 6

Come l'anno prima, quando gli etnei vinsero un'autentico spareggio salvezza sul neutro di Bologna contro il Chievo, anche quest'anno il Catania ha sudato la salvezza all'ultima giornata. Però è stato un peccato: nel girone di andata, la squadra siciliana, guidata ancora da Silvio Baldini, ha giocato un buon calcio affacciandosi anche in zona Uefa, ed arrivando pure in semifinale di Coppa Italia (eliminando il Milan).

Ma poi c'è stato un'inspiegabile crack: sono mancati troppo i gol di Spinesi che non si è ripetuto come l'anno scorso, mentre anche Mascara è andato a corrente alterna. Così le vittorie sono diventate un miraggio, e la classifica è andata in rosso. Fino alla separazione da Baldini, e l'arrivo di Walter Zenga che ha dato una scossa alla squadra. Con lui salvezza, ma anche un po' di rimpianti.

A buoni livelli il peruviano Vargas, bene anche la scommessa Martinez (suoi gli ultimi gol pesanti contro Juventus e Roma).



EMPOLI 5.5

I toscani hanno pagato troppo l'ottimo scorso campionato, quando hanno centrato la storica qualificazione Uefa, durata poi solo una partita contro lo Zurigo. Eppure c'erano buone basi, rappresentate da giovani interessanti: non hanno tradito Antonini, Abate, Marzoratti, Marchisio e, soprattutto, Sebastian Giovinco. Ma poi ci si sono messe le incomprensioni con mister Cagni, esonerato per far posto ad un Alberto Malesani che però non ha prodotto quanto ci si sarebbe aspettato da un tecnico esperto come lui, ed anche il grave infortunio del bomber Pozzi.

Così è tornato il buon Gigi, ma ormai la frittata era fatta: l'illusoria vittoria esterna contro il Genoa sembrava il trampolino verso la salvezza, svanita praticamente per la sconfitta nello scontro diretto contro la Reggina. Così l'Empoli è tornato in Serie B dopo tre anni.



FIORENTINA 7.5

La linea verde varata dalla famiglia Della Valle e mister Prandelli ha prodotto ottimi risultati, conditi dalla ciliegina finale della qualificazione ai preliminari di Champions League. Nel primo anno senza Luca Toni, ci si aspettava l'esplosione di Pazzini, invece si è imposta l'esperienza di Adrian Mutu, l'uomo della provvidenza in più di un'occasione.

Il ds Corvino ha vinto le scommesse Osvaldo e Kuzmanovic, rimanendo invece un po' deluso delle prestazioni alterne di Bobo Vieri. Resta la delusione per aver perso in semifinale Uefa contro i Rangers solo ai rigori, perchè la Coppa era alla portata dei viola. Ma la stagione complessiva della Fiorentina, è stata altamente positiva.

E' piaciuta la grinta di questa squadra, soprattutto nel momento in cui il quarto posto sembrava perso in favore del Milan, che poi invece ha mandato tutto all'aria perdendo a Napoli, e rilanciando la Fiorentina.

Bene gli esperti Frey, Ujfalusi e Liverani, elementi insostituibili nel meccanismo ideato alla perfezione, da mister Cesare Prandelli.



GENOA 7

Il ritorno in Serie A del Vecchio Grifone, dopo ben dodici anni di assenza, è stato tra i migliori. Gli addetti ai lavori non vedevano di buon occhio i rossoblù, perchè erano troppe le incertezze sulla squadra allestita dal presidente Preziosi: un allenatore esordiente e troppo spregiudicato come Gasperini, ed un parco giocatori formato da troppi elementi che negli anni scorsi avevano deluso o quasi, come i vari Bovo, Konko e Borriello, e troppi volti "da Serie B" come Juric, Fabiano, Milanetto, Sculli, Paro e Rubinho.

Invece, dopo un avvio a rilento, il Genoa ha dato spettacolo col suo 3-4-3 ed i gol del rigenerato Marco Borriello (19 stagionali), sognando anche la Uefa svanita per colpa di un finale di stagione troppo rilassato, con quattro ko di fila.

Anche il francese Konko (anonimo a Siena, ottimo sotto la Lanterna) sarà il prossimo uomo-mercato, targato Preziosi&Gasperini.



INTER 8

Non è facile rimanere in testa praticamente per tutta la stagione, ad eccezione dei soli 54 minuti dell'ultimo turno, quando la Roma ha effettuato il breve sorpasso scudetto. L'Inter ha dominato in Serie A grazie ad un parco giocatori che nessuno può schierare, con una panchina preziosa dalle quale sono arrivati i gol pesanti di Cruz, Suazo, Crespo e del giovane Balotelli, con in campo la classe cristallina di Zlatan Ibrahimovic.

Hanno fallito in Europa, ma a casa l'Inter ha dimostrato un passo in più, decisamente inferiore rispetto al dominio assoluto della scorsa stagione, ma comunque ancora irraggiungibile.

Stagione da incorniciare per Julio Cesar, Zanetti, Cambiasso e Maicon, gli elementi dell'ossatura nerazzurra. Da rivedere Pelè e Jimenez, ma promettono bene. E chissà se il futuro sarà ancora con l'ultra-discusso Roberto Mancini.



JUVENTUS 7

E' risalita dal purgatorio della Serie B con grande umiltà, ed ha centrato un fantastico terzo posto in classifica. Ranieri ha ridato speranza al popolo bianconero, che si gusta ancora la rivincita del successo esterno sul campo dell'Inter. La nuova squadra è stata trascinata dai veterani Buffon, Del Piero, Camoranesi e Trezeguet, e con le dolci sorprese Salihamidzic, Legrottaglie e Chiellini. Ha deluso il portoghese Tiago, che doveva dare qualcosa in più a centrocampo, e la mancanza si è sentita troppo, tanto che la società a Gennaio ha dovuto acquistare d'urgenza il più positivo Sissoko. Dopo una stagione di transizione, la prossima potrà rivedere una Juventus d'alta quota.



LAZIO 5

Ha pagato troppo il doppio impegno campionato-Champions League, perchè la rosa a disposizione di Delio Rossi, non era di certo all'altezza. Uscita dall'Europa, la formazione capitolina è crollata pure in Serie A, rischiando anche di essere coinvolta nella lotta per non retrocedere. Solo i gol della coppia Rocchi-Pandev (tra le più prolifiche quest'anno), ha evitato il peggio, ma il rischio è stato alto.

Troppi gli infortuni nei momenti chiave della stagione, poche le alternative (Rossi ha dovuto raschiare il fondo con Del Nero, Vignaroli, Firmani e Baronio), un casino il rebus portiere (Ballotta in campo nonostante i 44 anni d'età, il giovane Muslera protagonista di troppe "papere") e neanche gli innesti invernali di Bianchi e Dabo hanno ribaltato troppo la cosa. Che questa stagione serva di lezione.



LIVORNO 4

Il presidente Spinelli credeva di aver fatto l'affare della vita, cedendo un solo attaccante (la bandiera Cristiano Lucarelli), per prenderne quattro nuovi (Tavano, Bogdani, Tristan e Rossini). Invece questi, messi insieme, non hanno raggiunto i gol fatti in una sola stagione dal loro predecessore, così il Livorno ha pagato a caro prezzo finendo in Serie B.

Al solito valzer di allenatori (Orsi, Camolese, infine ancora Orsi), si è aggiunta l'amarezza di una piazza che non ha gradito le scelte societarie. Ha brillanto l'unica scommessa vinta, ovvero il giovane Diamanti, pescato dal Prato in C2.

Quello che doveva essere l'uomo della provvidenza, ovvero Ciccio Tavano, ha tirato avanti la baracca per poco troppo tempo, e dopo si è perso come con Valencia e Roma. Per il resto, è meglio stendere un velo pietoso.



MILAN 6

Sufficienza solo perchè i rossoneri si sono imposti al Mondiale per Club di Tokyo, dove hanno consumato la seconda vendetta contro il Boca Juniors. Poi troppo poco: un'astinenza da vittorie casalinghe alquanto imbarazzanti, punti persi contro squadre medio-piccole, giocatori ormai sul viale del tramonto, pochi ricambi dalla panchina, troppi errori di Dida (in porta) e Gilardino (sottoporta).

Quando la rimonta del quarto posto sembrava incredibilmente ottenuta, ecco l'incredibile scivolone di Napoli ed il pass alla Fiorentina. L'uscita dagli ottavi di Champions ha chiuso un ciclo, si ricomincerà dalla modesta Coppa Uefa e nuovi giocatori.



NAPOLI 7.5

In A dopo sei anni, ha regalato ai propri tifosi vittorie indimenticabili contro Inter, Juventus e Milan, che sono uscite sconfitte dal "San Paolo". Scommesse riuscite quelle dei semi-sconosciuti Hamsik, Lavezzi e Gargano, nuovi ori di Napoli, che hanno regalato qualità alla squadra partenopea.

E' mancato forse un vero bomber di razza in area, ma comunque anche Sosa e Calaiò hanno dato il loro. A metà stagione sembrava che tutto potesse sciuparsi, a causa delle incomprensioni tra De Laurentiis e mister Reja, invece la chiusura è stata eccellente. Questa squadra ha convinto, e l'anno prossimo, se riusciranno a migliorarsi, ci sarà ancora da divertirsi.



PALERMO 5

Grandi ambizioni estive, immediate delusioni. Tutto è cominciato dalla prematura eliminazione al primo turno di Coppa Uefa contro il modesto Mlada Boleslav, che ha dato il via alla catastrofe. L'irruento Zamparini non ha perdonato neanche a Colantuono la falsa partenza in campionato, mandandolo via e richiamando per la quarta volta il profeta Guidolin.

Ma se i due si erano lasciati male, meglio non è andata in questa occasione: nuovo esonero, nuovo richiamo di Colantuono, ma squadra senza stimoli e torneo anonimo al di sotto delle aspettative. Resta da incorniciare la vittoria interna sulla Juventus, e le grandi prestazioni di Amauri (15 gol). Ma una squadra con talenti del calibro di Bresciano, Simplicio, Jankovic, Miccoli e Cavani, poteva dare di più. Ottimo il sempreverde Fontana, una sicurezza tra i pali nonostante l'età.



PARMA 4

Dopo aver sudato la sua prima salvezza, il giovane presidente Ghirardi ha assaporato l'amara retrocessione. I Ducali tornano in Serie B dopo poco meno di vent'anni nella massima serie, con gli sbiaditi ricordi dei trionfi Europei con Scala e Malesani. Il progetto Di Carlo forse non ha mai convinto la dirigenza, la frittata Cuper è stata solo una comica, il ripiego Manzo non è servito per una sola giornata.

L'arrivo del navigato bomber Cristiano Lucarelli non ha portato i gol salvezza necessari, il resto lo hanno fatto i flop dei tanto attesi, quanto deludenti, Reginaldo e Corradi. E' mancato troppo Igor Budan, frenato dall'infortunio. Avranno un futuro i giovani Cigarini e Dessena, bisogna vedere se il loro coinciderà con quello del nuovo Parma che dovrà ripartire dal torneo cadetto.



REGGINA 6.5

Partito Rolando Bianchi, ci ha pensato il capitano Nicola Amoruso a salvare nuovamente la baracca calabrese, che sembrava affondare dopo gli esoneri di Ficcadenti ed Ulivieri. L'arrivo dello sconosciuto Orlandi è servito al gruppo, che al momento topico si è riunito ed ha trovato la salvezza. Fondamentale l'innesto dell'ex palermitano Franco Brienza, che ha segnato gol pesanti per la causa della Reggina, e l'esplosione del sudamericano Barreto.

Forse adesso, dopo troppi esperimenti, sarebbe il caso di dare più continuità ad un gruppo e mantenere saldo il sogno di un'intera regione in Serie A.



ROMA 8

Gli è mancato quello che ha l'Inter, ovvero una panchina e parco giocatori di prima classe. La stagione giallorossa è stata comunque ottima per i successi in Supercoppa e Coppa Italia, e la vittoria agli ottavi di Champions al "Bernabeu" contro il Real Madrid.

Peccato per i punti persi nel girone di ritorno contro Siena (sconfitta per 3-0) e Livorno (pareggio casalingo per 1-1), che alla fine sono costati lo scudetto. Oltre al solito Totti, è esplosa finalmente la classe di Mirko Vucinic, e si sono ripetuti i soliti Doni, Panucci, Pizarro e De Rossi. E se arriveranno gli americani, il gap con l'Inter potrà finalmente essere colmato.



SAMPDORIA 7.5

Mazzarri ha vinto la scommessa Cassano, rilanciato dopo gli anni bui, ed ha portato i blucerchiati in Europa direttamente dalla porta principale. Non male per un tecnico che aveva a disposizione una squadra allestita tra prestiti e parametri zero (Campagnaro, Mirante, Gastaldello, Bellucci e Montella su tutti), e che ha espresso buon calcio.

La Sampdoria ha poi rigenerato giocatori validi come Maggio (rivelazione della stagione), Accardi e Palombo, che potrebbero essere la base su cui ricominciare. E con un Cassano migliore a livello caratteriale, questa squadra potrà ancora divertire.



SIENA 6.5

Pessima la prima parte della stagione con Mandorlini (ultimo posto, nessuna vittoria, troppe sconfitte), ottimo il ritorno di Mario Beretta che ha raddrizzato la stagione dei bianconeri. Frick ha deluso, Riganò non ha dato come sperato, invece Maccarone (12 centri) è stato fondamentale come i giovani Rossettini e De Ceglie, uniti ai miracoli del portiere Manninger.

Questo Siena si è tolto la soddisfazione di battere la Roma in casa per 3-0, e di tenere in ansia scudetto l'Inter pareggiando al "Meazza" per 2-2.



TORINO 5

Troppe rivoluzioni fanno troppi casini. L'accoppiata Novellino-Recoba è stata un'autentica delusione, è mancato un bomber di razza in attacco (Bjelanovic non pervenuto, Di Michele, Ventola e Stellone troppo discontinui). La stagione del Toro è stata un inferno, solo il ritorno di Gianni De Biasi ha evitato la retrocessione in Serie B.

La rete salvezza di Rosina a Livorno è stata una liberazione, ma il presidente Cairo dovrà cambiare atteggiamenti, perchè questa piazza non merita troppa sofferenza. E che il progetto sia continuo.



UDINESE 7

Non male per Marino, alla seconda stagione in Serie A, che ha riportato i friulani in Coppa Uefa e valorizzato la coppia nazionale Quagliarella-Di Natale. Il gruppo bianconero si è fortificato dalla rivelazione Inler e dall'ottima disposizione in campo, che ha regalato un campionato al di sopra delle aspettative. Peccato per qualche sconfitta evitabile di troppo, ma questa Udinese è piaciuta.
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