
Risulta difficile commentare una sconfitta, come quella maturata domenica, sul parquet di Fossombrone per tutta una serie di motivi. Perdere non è mai piacevole, soprattutto se hai dalla tua un maggiore tasso tecnico rispetto all’avversario e un “miglior” impianto di gioco. Le sconfitte, a volte, possono avere un effetto boomerang positivo o lasciare profondamente il segno se non le si affronta con la dovuta serenità. La batosta di domenica lascia sicuramente l’amaro in bocca, per il semplice fatto che le trappole tese da Bartolucci e compagni hanno fatto sì che la squadra di coach Sidoti non dimostrasse tutto il suo valore nell’arco dell’intera partita, se non a sprazzi (solo nei primi 3 minuti!). La squadra nell’incomodo ruolo di dover rincorrere sin da subito l’avversario, senza pensare troppo alla organizzazione ed al proprio gioco (troppo Gizzi dipendente). Purtroppo, gli episodi sfavorevoli che si sono succeduti durante la gara sono andati a favore della squadra di coach Paolini, che, da squadra furba ed esperta, non si è lasciata sfuggire l’occasione per approfittarne. Eppure coach Sidoti, per tutta la settimana, ha messo in guardia i suoi in tal senso, cercando di preparare nel miglior modo possibile l’incontro. L’atteggiamento mentale del quintetto giallorosso non ha retto le continue pressioni (eccessivo nervosismo) subite durante la gara, ed i vari reparti, di conseguenza si disunivano a tutto vantaggio dei padroni di casa. Un crollo mentale, che per come è maturato non lascia trasparire niente di buono nell’analisi del dopo partita, soprattutto per quello che non si è visto in campo. In trasferta l’Igea Basket soffre la mancanza di lucidità che dimostra di avere tra le mura amiche, vuoi per le condizioni ambientali, vuoi per la poca concentrazione di alcuni, nei momenti topici dell’incontro. Cadere nella rete del Fossombrone è stato facile come bere un bicchier d’acqua: l’importante è capire il perché di questo rendimento altalenante, che la squadra dimostra di avere nelle partite finora disputate in trasferta. L’approccio alla gara non offre garanzie sul piano mentale, ma anche nel secondo tempo, in special modo nella partita di domenica, non si riesce a cambiare marcia come si dovrebbe. Forse la giovane età di molti nella rosa può essere un’attenuante, ma sarebbe riduttivo pensarlo, data la grande potenzialità tecnica in possesso di questi giocatori. Il nervosismo non è un buon alleato per coloro che giocano di squadra, per questo bisogna aiutarsi l’un l’altro senza cadere nei tranelli degli avversari, pronti a sfruttare i punti deboli in ogni momento. Bisognerebbe avere la capacità di controllare i propri istinti nei momenti cruciali, poiché la differenza nel basket è data dalla somma del fattore mentale al servizio di quello fisico. Duro a tal proposito il vicepresidente Fedele Genovese: “oggi mi ritengo seriamente preoccupato -dichiara Genovese- per l’involuzione di gioco e di risultati che la squadra esprime lontano dal PalAlberti”. Il vicepresidente prova infine a scuotere la squadra: -“non dimentichiamoci che ci aspetta un calendario che, nel finale del girone d’andata, ci mette di fronte una serie di incontri davvero impegnativi con le migliori realtà di questo campionato. Dobbiamo assolutamente imporci di incamerare tutta la dotazione di punti a partire da domenica prossima contro Osimo”-. Ci si aspetta una reazione pronta ed immediata già dalla prossima, contro il Osimo, per iniziare un nuovo percorso da proseguire, perché no, anche a Matera, fra due settimane, contro la non trascendentale formazione di Sergio Carolillo.