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IL GELA NON VA OLTRE IL PARI E QUESTA VOLTA NON BASTA: A PASSARE IN 1^ DIVISIONE E' IL PESCINA VAL GIOVENCO
Decisivo, a conti fatti, l'1-0 a favore dei marsicani nella gara d'andata.
Lun 22 Giu 2009 00:44:34
di: Filippo Guzzardi
Lega Pro   (Filippo Guzzardi) Ha giocato un'intera stagione al "Dei Marsi" di Avezzano ed è in questa cittadina che la società ha la sua sede operativa, eppure la Valle del Giovenco srl per la Lega Pro è ancora Pescina Vallegiovenco con sede nel piccolo comune aquilano vicino lo stadio "Barbati" mai utilizzato quest'anno. Sono 4.500 le anime di un paese situato sulla Piana del Fucino e sede della comunità montana Valle del Giovenco contro i quasi 80.000 abitanti di Gela, sesta città della Sicilia. Erano una cinquantina i tifosi biancoverdi raggruppatisi al centro della gradinata del "Presti" destinata al settore ospiti e che ne può contenere anche 1.000, contro i 5000 occhio e croce che hanno sovraffollato tribuna coperta e "Curva Boscaglia". E, come non di rado accade nella storia, anche stavolta Davide ha battuto Golia. I marsicani sono in campo forti del vantaggio conseguito all'andata grazie alla rete di Berra e devono fare a meno di Arcamone infortunatosi in quell'occasione e che non ce la fa recuperare per questa gara di ritorno. Perrone conferma 10/11 della formazione uscita vittoriosa al "Dei Marsi", sostituendo la punta argentina con il centrocampista Giordano, al rientro dal turno di squalifica, posizionandolo davanti alla difesa e col compito principale di marcare, praticamente, a uomo il trequartista avversario Alessandrì, per un 4-1-4-1 con Bettini terminale offensivo. Cosco, dal canto suo, conferma lo stesso undici di Avezzano, che guarda caso è anche lo stesso delle due partite di semifinale contro l'Andria: quindi, solito 4-4-1-1 con Franciel unica punta. Il che lascia alquanto perplessi giacché il Gela è chiamato alla vittoria ed ha solo questo risultato a disposizione. Tali perplessità sembrano svanire nel primo quarto d'ora, con i padroni di casa partiti a razzo pur senza creare occasioni da goal vere e proprie. E' un Gela sicuramente volitivo con trame, però, scontate e pochissima creatività in mezzo: non a caso le uniche conclusioni degne di nota sono un sinistro di Franciel ed un rasoterra di Alessandrì, entrambi poco oltre il limite dell'area, con Bifulco tuttalpiù costretto all'ordinaria amministrazione. Anche Bettini si fa vedere dalle parti di Cecere con un destro dal limite che finisce alto. Intorno alla mezz'ora, un'invenzione di Franciel infiamma il "Presti": stop di sinistro in piena area e fulminea girata di destro con Bifulco lesto a metterci una pezza con il palmo della mano, rifugiandosi in angolo. Battuto il corner, la difesa abruzzese rinvia e sul ribaltamento di fronte la disattenzione della difesa gelese è madornale: per il "cobra" Bettini, da solo davanti Cecere, è quasi un gioco da ragazzi scavalcarlo ed insaccare per l'1-0 ospite. Rotto l'equilibrio, la reazione locale è istantanea con Alessandrì che penetra in area avversaria e cade ma il Sig. Doveri non ravvisa gli estremi del penalty e lascia proseguire il gioco, con le veementi proteste dei padroni di casa. Al 40' brivido in area marsicana con la palla che attraversa tutta l'aria piccola senza che nessuno la tocchi. Ancora una volta, sul successivo ribaltamento di fronte la difesa gelese si fa trovare non del tutto preparata e Rosamilia può sferrare un bolide dal vertice dell'area di rigore che si stampa sulla traversa, legittimando il vantaggio con cui gli uomini di Perrone chiudono i primi 45 minuti di gioco. Al rientro dagli spogliatoi non c'è più Ambrosecchia nella corsia sinistra del Gela, con Unniemi arretrato nel ruolo di terzino ed il neo entrato Orazio Russo a fungere da esterno. Non passa un minuto e Marinucci è servito in area da Gaeta ma il suo diagonale finisce di poco a lato. Al 10' pericoloso cross teso di Gaeta con Locatelli che libera provvidenzialmente in angolo. Cosco decide di inserire Schiavon per Iannini. E' un altro Gela e si vede, con gli avversari rintanati nella propria metà campo. Al 12' della ripresa Franciel batte un calcio di punizione diretto la cui traiettoria è deviata dal braccio di Bettini: per il fischietto romano è calcio di rigore. Sul dischetto si porta lo stesso bomber carioca: palla da una parte e portiere dall'altra. Pareggiati i conti, i biancazzurri credono nella rimonta e stringono d'assedio gli avversari. Si susseguono angoli e punizioni: negli sviluppi di un calcio piazzato, Alessandrì pesca in area il centrale argentino Fernandez ma il colpo di testa in tuffo del capitano termina di poco fuori dallo specchio della porta. Il Pescina Val Giovenco stringe i denti e si difende con tutti i suoi effettivi durante il periodo di maggior sforzo dei siciliani e da cui esce indenne. Dopo un sinistro a giro dalla distanza del solito Franciel senza fortuna, negli ultimi venti minuti gli uomini di Cosco sono costretti dalla fatica ad allentare gradualmente la presa, affidandosi sempre più spesso a lanci lunghi dalle retrovie che vanificano l'impiego in cabina di regia di Schiavon. Ma è proprio dai piedi di quest'ultimo che parte un lancio perfetto per Franciel che ha ancora la forza per involarsi a rete ed entrare in area palla al piede, ma senza la lucidità di concludere verso Bifulco, facendosi raggiungere e bloccare sul più bello. E se Giordano alza bandiera bianca, sostituito fra i biancoverdi da Pietrobattista, a nulla serve l'ingresso nei minuti finali della torre difensiva biancazzurra Pasquale Esposito, posizionatosi davanti a fare da sponda sui lanci lunghi. Il Gela chiude in attacco ma la porta di Bifulco non corre seri pericoli e non bastano ben 6 minuti di recupero per siglare quello che sarebbe stato il goal promozione, pur passando attraverso i tempi supplementari: finisce così 1-1 ed il Pescina Val Giovenco affianca il Cosenza nel salto di categoria in prima divisione, riuscendoci un anno dopo la disfatta, sempre ai play-off, nel derby tutto marsicano contro il Celano Olimpia. Per il tecnico Perrone è il successo di un gruppo di grandi individualità che hanno saputo rimanere coesi, facilitati anche dalla tranquillità con cui hanno giocato, senza enormi pressioni, per tutto un intero campionato. Bocche cucite in casa gelese e tremenda delusione per una realtà calcistica che credeva al ritorno nella terza serie professionistica dalla quale era retrocessa pur salvandosi sul campo. Una mazzata che rischia di pesare non poco sul futuro calcistico in città. Il Presidente Angelo Tuccio si era dato un periodo triennale e questo era l'ultimo anno, spendendo e spendendosi come meglio non avrebbe potuto: un'autentica roccia scalfita in maniera profonda da un risultato negativo che non lascia attenuanti. Il leggero malore accusato nel momento in cui abbandonava la tribuna dopo il caloroso abbraccio ed il meritato tributo con applausi fragorosi da parte dei tifosi è un sintomo evidente. Il futuro del Gela Calcio è tutto sulle sue spalle, con una classe dirigente locale, imprenditoriale e politica, pressocché indifferente. E mentre chi scrive stava per abbandonare lo stadio, i tifosi chiedevano insistentemente un incontro con i giocatori, con il tecnico al chiuso in uno stanzino. A quanto pare, questa sorta di chiarimento ci sarebbe pure stato: ma quello vero, lo dovrà dare a giorni l'ingegnere: una buona fetta della città aspetta di sapere.

GELA - PESCINA VG 1-1
al 31' Bettini (P); al 58' Franciel su rigore (G)

GELA (4-4-1-1): Cecere 6; Nigro 5,5, D'Aiello 6, Fernandez 6,5, Ambrosecchia 5 (dal 46' Russo 6); Gaeta 5,5 (dal 83' P. Esposito s.v.), Iannini 5 (dal 55' Schiavon 6), Marinucci 5,5, Unniemi 5,5; Alessandrì 6; Franciel 6,5. A DISPOSIZIONE: Ferla, G. Esposito, Galuppi, Staffolani. ALLENATORE: Vincenzo Cosco 5
PESCINA VG (4-1-4-1): Bifulco 7; Locatelli 6,5, Petitto 6, Blanchard 6, Piva 6; Giordano 6,5 (dal 66' Pietrobattista 6); Rosamilia 6,5, Cruciani 7, De Angelis 6,5, Silvestri 6; Bettini 7. A DISPOSIZIONE: Merletti, Miale, Pomponi, Censori, Laboragine, Berra. ALLENATORE: Carlo Perrone 7
ARBITRO: Doveri (Roma1)
ASSISTENTI: Giallatini (Roma2) e Schenone (Genova).
QUARTO UFFICIALE: Del Giovane (Albano Laziale).
AMMONITI: Giordano (P), D'Aiello (G), Russo (G), De Angelis (P), Petitto (P), Nigro (G)
NOTE: Pomeriggio soleggiato e ventoso. Terreno in buone condizioni. Angoli: 5-3 per il Gela. Extra-time: 1' (pt), 6' (st). Spettatori: 5.000 circa (una cinquantina i tifosi ospiti).
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