Logo Testata
padding home > notizie > Girone C > ARBITRAGGIO SCADENTE E SOLITE INGENUITA': IL GELA CEDE ALLA JUVE STABIA
ARBITRAGGIO SCADENTE E SOLITE INGENUITA': IL GELA CEDE ALLA JUVE STABIA
Gela in 10 dal diciannovesimo del primo tempo. In apertura di ripresa Vicentin rompe l'equilibrio e nel finale Peluso chiude i conti.
Mar 22 Dic 2009 10:13:03
di: Filippo Guzzardi
Lega Pro  
FILIPPO GUZZARDI

GELA - JUVE STABIA 0-2

GELA (4-3-3): Nordi 6,5; Rosamilia 6, D'Aiello 4, Di Muro 5,5, Scopelliti 6; Zaminga (31' pt Lordi 6), Schiavon 6, Cammarota 6,5, Vianello (29' st Criniti s.v.) 5, Pasca 4,5, Vigna 5 (29' st Manca s.v.). PANCHINA: Ferla, Viviano, Carraro, Rabbeni. ALLENATORE: Provenza 5,5
JUVE STABIA (4-4-2): Soviero 6 (1' st Panico 7), D'Ambrosio 6,5, Maury 6, Fabbro 6,5, Moretti 6; Capparella 6,5, Ruscio 7, Acoglanis 6 (18' st Marano 6), Peluso 7; De Angelis 6, Vicentin 7 (36' st Dall´Acqua s.v.). PANCHINA: Ametrano, Gritti, Mineo, Gomes. ALLENATORE: Rastelli 6
ARBITRO: D'Alesio di Forlì 4,5
ASSISTENTI: Bruni e Orlandi di Arezzo
MARCATORI: 10' st Vicentin (J), 39' st Peluso (J)
NOTE: 1238 spettatori, per un incasso di 11.296,55 euro (quota abbonati compresa). Espulso D'Aiello (G) per fallo a gioco fermo. Ammoniti: Peluso (J), Maury (J), Rosamilia (G), Marano (J), Cammarota (G). Angoli: 6-4 per la Juve Stabia. Recupero: 4' pt. 3' st. Terreno di gioco in pessime condizioni.


Gela - Il tecnico di casa, Provenza, deve fare a meno di ben 3 squalificati in difesa: il centrale Geraldi ed i 2 terzini mancini Memè e Ambrosecchia. Da quelle parti opera il temibile Capparella ed l'allenatore originario di Salerno deve, giocoforza, spostare sull'out sinistro il terzino destro Scopelliti. Recuperato Di Muro a pieno regime e formata la coppia centrale con D'Aiello, rimane scoperta la fascia destra con 2 opzioni: utilizzare Lordi confermando il 4-4-2 delle ultime uscite e portare in panchina come riserva il primavera Italiano; ovvero arretrare Rosamilia scegliendo di tornare al 4-3-3 e lasciare Lordi in panchina senza sacrificare l'alternativa a centrocampo Viviano. L'allenatore biancazzurro propende per quest'ultima soluzione e nella linea mediana si rivede Zaminga tornato nell'undici di partenza dopo diverse settimane al fianco dei soliti Schiavon e Cammarota. Dall'altra parte torna a disposizione Moretti che va a posizionarsi nel suo ruolo naturale di terzino sinistro, mentre D'Ambrosio va a collocarsi a destra con Ametrano che torna a sedersi in panca. Cosa che non accade al centrale Fabbro, ex di turno, confermato al centro della difesa con Maury: il rientrante Gritti resta così a disposizione fra le riserve. Il tecnico della Juve Stabia, Rastelli, smentisce sul campo le indiscrezioni relative ad un impiego, per così dire più prudente, di Gomes sulla corsia sinistra di centrocampo ed invece conferma il più offensivo Peluso mentre dall'altra parte agisce il già citato capitan Capparella. In mezzo la collaudata coppia Acoglanis-Ruscio, con il tandem delle meraviglie Vicentin-De Angelis in avanti e l'esperto Soviero tra i pali. Dopo soli 4 minuti i locali hanno già l'opportunità di passare in vantaggio con Vigna che, dimenticato dalla difesa gialloblu su corner, conclude a botta sicura ed è solo una fortuita deviazione di D'Ambrosio ad evitare il peggio per i suoi con la palla che muore sul fondo. Il Gela si galvanizza e la Juve Stabia cerca di non perdere il controllo del match. Partita combattuta in cui si alzano i toni agonistici: situazione tipo in cui la direzione arbitrale finisce con l'incidere, positivamente o negativamente. L'arbitro D'Alesio di Forlì applica un metro "anglosassone" di valutazione in un campionato italiano, peraltro di quarta serie, con due squadre meridionali a darsi battaglia e lottare per una posta in palio estremamente importante, considerate le posizioni nella zona alta della classifica. Succede, cioè, che la partita in campo si fa più nervosa di quanto era prevedibile attendersi in un incontro di cartello, grazie ad una direzione di gara all'inglese che però lascia subito a desiderare in quanto ad uniformità di giudizio, fino alla scellerata decisione intervenuta quando ancora non erano passati 20 minuti dal fischio d'inizio. Un minuto prima, più precisamente, Fabbro interviene da tergo su Pasca che s'accascia toccandosi la faccia: il sospetto è che il difensore stabiese abbia toccato al volto, presupponendone l'involontarietà, l'attaccante gelese con l'avambraccio, ma per il fischietto di Forlì, che si trova ad 1 metro dallo scontro, Fabbro è intervenuto in anticipo, non c'è fallo, l'azione non va interrotta e si prosegue con palla che nel frattempo entra in possesso di Peluso. Quest'ultimo opera una percussione sulla sinistra, converge al centro e conclude a lato, mentre Pasca è ancora a terra. A quel punto il capitano del Gela, D'Aiello, spinge visibilmente sul petto, a mo' di rimprovero per non essersi fermato, Peluso che cade a terra letteralmente tramortito: tanto basta al sig. D'Alesio per spedire negli spogliatoi D'Aiello e lasciare in dieci i locali dopo 19 minuti di gioco, nonché al contempo, ammonire Peloso. Pur arrivando a comprendere l'irreprensibilità di un direttore di gara che anche in uno spintone ravvisa gli estremi dell'espulsione diretta, stentiamo a capire il concomitante giallo a Peluso: insomma, cos'ha visto l'arbitro? Ha forse ammonito l'esterno gialloblu per aver proseguito l'azione, sconfessando se stesso, unico deputato ad interromperla poichè c'era un giocatore a terra che si toccava il capo e legittimando in un certo senso l'arrabbiatura di D'Aiello per il comportamento antisportivo, presumendone anche in questo caso la buona fede, dell'avversario? Sarebbe oltremodo assurdo. Oppure, lo ha forse ammonito per simulazione perchè semplicemente toccato al petto, Peluso s'è toccato il volto nello svenire per terra? Sarebbe una decisione a dir poco singolare, con tanto di precedente nella casistica arbitrale, in quanto ammonisci uno per simulazione mentre espelli l'altro per essere caduto nel tranello della simulazione. O forse ancora ha letto una mini-lite nel contatto tra D'Aiello e Peluso, distinguendone le responsabilità nelle rispettive condotte, quella del primo più grave e quella del secondo meno grave? Potrebbe starci benissimo, ma sarebbe pura invenzione, giacché non c'è stata alcuna lite. Per dirla tutta, non sappiamo quale interpretazione abbia dato D'Alesio dei fatti, risportandola poi nel referto, ma è sembrata esagerata ed immotivata nel condizionare una sfida equilibrata fra due squadre che giocavano a viso aperto, entrambe per vincere. Ed il Gela, infatti, nonostante l'inferiorità numerica e l'ingresso di Lordi nel cuore della difesa per Zaminga con Vianello e Vigna a chiudere il quartetto di centrocampo per un 4-4-1, continua a tenere testa ad una Juve Stabia che per tutta la prima frazione di gioco non riesce a sfruttare la superiorità numerica, facendosi vedere dalle parti di Nordi solo nel finale con un gran tiro dalla distanza di Capparella che sfiora il sette. In precedenza, bella combinazione e conclusione al volo di prima intenzione di Cammarota poco oltre il limite con traiettoria leggermente alta. Nella ripresa Soviero non c'è più, vittima di un problema muscolare: al suo posto l'altro ex di turno Panico. La partita non decolla anche per le condizioni del terreno che non agevolano la fluidità delle manovra, anzi essa rischia più volte di degenerare per una conduzione arbitrale che indispettisce la squadra siciliana sul campo ed ai bordi, per non parlare del pubblico sugli spalti. Per la cronaca, oltre a D'Aiello, a farne le spese è stato anche il dirigente biancazzurro, dott. Alabiso, conosciuto da tutti come persona mite, ciononostante anch'egli invitato ad abbandonare la panchina ed uscire dal campo anzitempo. Il primo vero intervento di Nordi avviene dopo quasi 10 minuti della ripresa, con il diagonale di Peluso che costringe l'estremo difensore del Gela a rifugiarsi in angolo: sugli sviluppi del quale i campani sbloccano il risultato con Vicentin che corregge a rete da posizione ravvicinata. Il Gela non perde la testa e riesce ad andare vicino al pareggio in un paio di occasioni. Clamorosa la prima con Pasca che liberatosi in qualche modo del suo controllore, si trova davanti Panico e gli spara addosso: sul rimpallo lo stesso Pasca serve Cammarota che gira subito a rete ma Panico risponde ancora picche mentre Vianello raccoglie la corta respinta e spedisce alto pur trovandosi in piena area di rigore. L'altra occasione se la guadagna Rosamilia con una splendida conclusione da fuori area diretta all'incrocio dei pali, ma Panico si supera e ci arriva, spendendo la palla in angolo e non facendo rimpiangere Soviero. Nell'ultimo quarto d'ora la partita cala d'intensità: inevitabilmente il Gela paga lo sforzo ed a nulla servono gli ingressi di Manca e Criniti. La Juve Stabia controlla, difendendosi e ripartendo in contropiede. La sfida si chiude proprio su ripartenza ospite a poco più di 5 minuti dal 90°, con Peluso che infila Nordi in uscita. Finisce 2-0 per la Juve Stabia corsara a Gela nella prima gara di ritorno. Espugnando il Presti, gli uomini di Rastelli prolungano ad 11 la serie dei risultati utili consecutivi, conquista 3 punti importantissimi e va a collocarsi in testa alla classifica in condominio con il Catanzaro impegnato nel posticipo a Roma contro la Cisco nell'altro match-clou della giornata. Tanto Rastelli che i vari Capparella o Panico, ai microfoni nel post-partita mettono non a caso l'accento sull'esito favorevole della partita, nella consapevolezza di non aver offerto una gran prestazione: ma "l'importante era vincere" per proseguire nel cammino verso la promozione ed il ritorno in terza serie dopo un anno di purgatorio in seconda divisione. Bocche chiuse dall'altra parte: "non c'è silenzio stampa - assicura il presidente Tuccio, unico a parlare per i suoi nel dopo gara - è solo che il tecnico ed i giocatori hanno preferito non aggiungere nulla alla schifezza vista in campo". Sul banco degli imputati c'è l'arbitro D'Alesio, a cui Tuccio rimanda per chiedere lumi sulla partita: "a noi piace parlare di calcio - conclude l'ing. Tuccio - ma quello serio, vero e pulito". Se la dirigenza biancazzurra voleva avere un quadro completo prima del rompete le righe per Natale ed il ritorno in sede per il 27/28 dicembre, questa partita ne è stato uno specchio fedele. Da un punto di vista tattico, considerate le assenze, Provenza ha voluto fare di necessità virtù ma ciò è rimasto solo nelle intenzioni. Rischiosa la soluzione del 4-3-3 con Rosamilia adattato a terzino destro e Peluso in quella corsia a fare il bello e cattivo tempo, fino all'ingresso di Lordi ed il passaggio al 4-4-1, a danno già fatto con l'espulsione di D'Aiello. Soprattutto, il Gela può recriminare su una direzione arbitrale tutt'altro che impeccabile, ma s'è anche fatto male da solo e non è una novità, reiterando due grossolane ingenuità. La prima è chiaramente quella di D'Aiello: con una difesa già in emergenza giusto a causa di 3 squalifiche, il capitano ha commesso una leggerezza nell'entrare in contatto con Peluso, lasciando la squadra ancora una volta in inferiorità numerica, per giunta per quasi tutta la gara. La seconda è ravvisabile nel goal di Vicentin su palla inattiva: un goal decisivo, ancor più che l'espulsione diretta di D'Aiello, nonché l'ennesimo in tal senso. Al riguardo basti pensare alle altre 4 sconfitte. Con questa diventano 5, a fronte di 9 vittorie e 4 pareggi: bilancio positivo visto quanto successo in estate, benché l'anno solare non si chiuda benissimo. A parte le 2 sconfitte evitabilissime a Barletta e Vibo, il dato più eloquente sono le 3 battute d'arresto casalinghe contro Cisco Roma, Catanzaro e Juve Stabia che precedono il Gela in classifica, ora raggiunto dal Siracusa. Il gap con queste squadre è psicologico e tecnico: due elementi strettamente interconnessi perchè la differenza la fanno le batterie di attaccanti e puoi giocare bene quanto vuoi, ma se non segni sale comunque la frustrazione. In attesa del rientro di Cunzi, occorrono due buone individualità nel reparto offensivo, nonchè un'altra nel reparto difensivo, dove c'è anche da capire le intenzioni di D'Aiello dopo l'aggressione subita poche settimane addietro. In mediana, infine, se Zaminga non parte, un innesto valido in panchina non guasterebbe. In ogni caso, sarebbe auspicabile alzare un po' i centimetri ed irrobustire la squadra. Certamente, da come opererà il direttore sportivo Donnarumma in sede di mercato, si potranno quanto meno intuire le intenzione di Tuccio per questa stagione pensata ad agosto solo in termini di transizione.
padding Strumenti
padding Stampa
padding Scrivi all'autore
padding Ricerca articoli
padding
padding
padding Ultime Notizie
padding L'AVELLINO.12 IMPATTA IN CASA CONTRO L'HINTERREGGIO.
padding DOPO LA VITTORIA DI MODICA, LUPI GIÀ AL LAVORO IN VISTA DEL RECUPREO DI MERCOLEDI CONTRO HINTERREGGIO.
padding IL GELA S'IMPANTANA SUL FANGO DEL PRESTI E CEDE L'INTERA POSTA AL CASSINO
padding L'AVELLINO.12 CALA IL TRIS A MODICA.
padding TEMPO LIBERO ALLA TEDESCA
padding I° BIKERS FEST DEL LEVANTE
padding L'ULTIMO ALLENAMENTO AL "PARTENIO" PER L'AVELLINO.
padding LA GARA TRA L'AVELLINO E L'HINTERREGGIO SI GIOCHERÀ IL 10 MARZO.
padding SETTE RETI DELL'AVELLINO NELLA PARTITELLA CONTRO GLI ALLIEVI.
padding L'AVELLINO CALCIO IN CAMPO PER LA PACE.

padding Ads
padding
Sportevai.it - Tutto sul mondo dello sport
padding Ads
padding
padding ..: © 2005-2008 SportIsland.net - Web Design by Ropeweb.it :: Copyright :: Notes & Infos :: Standard & Accessibilità :..