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L'IGEA IMPONE IL PARI AL GELA
Gli ospiti passano subito in vantaggio. Prova d'orgoglio dei padroni di casa nella ripresa.
Lun 11 Gen 2010 01:35:13
di: Filippo Guzzardi
Lega Pro   BARCELLONA POZZO DI GOTTO - Finisce 1-1 il derby isolano senza pubblico allo stadio comunale "D'Alcontres" tra Igea Virtus e Gela. Per i locali era partita da ultima spiaggia: fanalino di coda, in profonda crisi di risultati ed alla deriva da un punto di vista societario, tanto da non essere presente nemmeno un addetto stampa o un team-manager (o chiunque altro) che comunicasse alla stampa le distinte dei giocatori in campo. Pur con qualche difficoltà iniziale, siamo comunque riusciti lo stesso nell'intento di individuare giocatori in campo e relative sostituzioni. Mr. Zampollini schiera un 4/4/2 con Deliperi (7) tra i pali; in difesa da destra verso sinistra Stelitano (6,5), Magnanesi (5,5), Mottola (6) e Lo Verde (5); a centrocampo Procopio (7), Nuccio (5,5), Stella (5) e Cocuzza (7,5); in attacco Grillo (5) e Angotti (5,5). Mr. Provenza, che ha assistito alla partita in tribuna giacché squalificato, ripropone il 4/3/2/1 con Nordi (5,5) in porta; Scopelliti (6) terzino destro, Di Muro (6) e Geraldi (6) centrali, Memé (6) terzino sinistro; da destra a sinistra Zaminga (5), Schiavon (6) e Carraro (5) in mezzo al campo; Rosamilia (5,5) esterno alto a destra e Vigna (6) esterno alto a sinistra; Rabbeni (6,5) unica punta. Indisponibili D'Aiello e Cammarota appiedati dal giudice sportivo, altamente indicativa col mercato aperto l'assenza di Pasca ed il non utilizzo di Manca rimasto in panchina. Partenza fulminea degli ospiti che con Rabbeni passano in vantaggio dopo soli 3 minuti: il giovane attaccante biancazzurro riceve palla da Vigna, grazie anche ad un un rimpallo e, dall'altezza del dischetto, infila di collo sinistro l'incolpevole Deliperi. L'estremo difensore igeano si supera pochi minuti dopo rifugiandosi in angolo su sventola dal limite di Vigna lesto a sfruttare un clamoroso svarione di Lo Verde. La truppa oggi agli ordini dell'allenatore in seconda, Gianluigi Di Mauro, amministra il vantaggio e, nonostante una netta superiorità, non chiude il match. L'Igea prende pian piano coraggio e ci prova quanto meno sui calci piazzati: prima è l'ex Procopio dal vertice dell'area di rigore gelese, con la sfera che sorvola di pochississimo sopra il sette, poi è Grillo che dalla distanza chiama in causa Nordi. Al 34' Di Muro esce per un problema muscolare ed al suo posto entra Lordi (5). Nel finale di primo tempo Vigna è sfortunato e la sua conclusione incoccia sul palo. Al rientro dagli spogliatoi nell'Igea Virtus non c'è più Lo Verde a cui è subentrato Nabil. Mentre i locali entrano in campo più volenterosi, l'approccio degli ospiti alla gara diventa sempre più superficiale. Al 7' della ripresa, ancora una volta sugli sviluppi di un corner, Stelitano punisce il peccato di presunzione e l'ennesima ingenuità stagionale del Gela, riequilibrando a sorpresa le sorti. Il terzino destro barcellonese insacca da distanza ravvicinata, complice una corta respinta a mani aperte (non con i pugni) di Nordi e la solita dormita generale dei biancazzurri su palla inattiva. Ma a stupire ancor di più è la mancanza di reazione da parte di Schiavon e compagni dopo il pari. Un Gela letteralmente imbambolato ed un Zampollini che si sbraccia dalla panchina, sotto la fitta pioggia, a quel punto convinto di poter compiere l'impresa. La pesantezza del terreno di gioco fa il resto nell'azzerare del tutto la differenza nelle cifre tecniche delle due squadre siciliane, così come testimoniata, peraltro, dalle rispettive posizioni in classifica. Il gioco si fa più maschio, ma mai scorretto ed alla fine saranno solo due gli ammoniti: vale a dire Stelitano e Nuccio, entrambi nelle fila dell'Igea. Fra i padroni di casa, si fa male Stella che al 15' del secondo tempo cede il posto ad Infimo (6). Al 26' del secondo tempo doppio cambio nel Gela: escono Scopelliti e Vigna, entrano Vianello (5) e Criniti (5). Quest'ultimo, ex igeano, prende il posto di Vigna sull'out sinistro mentre Vianello opera sul lato opposto con Rosamilia che arretra a fare le veci dell'altro ex di giornata Scopelliti: il quadro tattico, quindi, non cambia. L'Igea Virtus crede nel colpaccio che sembra materializzarsi allorché, su tiro di Cocuzza, la palla fa la barba al palo con Nordi battuto. Gli ospiti hanno la grande chance addirittura in contropiede, ma Vianello spreca tutto spedendo precipitosamente a lato senza neanche attendere l'uscita di Deliperi. E' infine la squadra di Barcellona Pozzo di Gotto ad andare più vicina al goal, ma Nordi chiude la saracinesca a Procopio. Termina in parità anche il computo dei calci d'angolo: 4-4. Dopo 3' di extratime nella ripresa (a fronte di 1' di recupero nella prima frazione di gioco), l'arbitro De Faveri (6,5) di San Donà di Piave decreta la fine delle ostilità. Per l'Igea è un punto che rappresenta uno spiraglio di luce nel pur terso cielo del pomeriggio domenicale di Barcellona. Dopo la fuga di alcuni giocatori chiave, primo fra tutti il bomber Agostinelli passato proprio al Gela ma non impiegato per l'occasione, la società di Caminiti deve fermare l'emorragia se vuol imporre una svolta al suo campionato: possibile grazie ad un paio di innesti e ripartendo da gente come Cocuzza, migliore in campo, o come il sempreverde Procopio autore di una prestazione coi fiocchi. Intanto, la squadra di Zampollini guadagna un po' di terreno sulle dirette avversarie ed ora sono 5 i punti di distacco dal penultimo posto, occupato dal Vico Equense sconfitto dall'Aversa a Torre del Greco nell'anticipo di ieri e dal Noicattaro bloccato fra le mura amiche dal Brindisi. Mezzo passo falso, invece, del Gela che ha, per tante ragioni, del clamoroso. I biancazzurri erano chiamati a capitalizzare il turno favorevole ed hanno fallito per chiaro eccesso di sufficienza: quasi imperdonabile. Il team biancazzurro conquista il quarto posto solitario approfittando della sconfitta del Siracusa ad Isola del Liri (si vocifera di un imminente esonero di Sonzogni) ma poteva guadagnare altri due punti sugli aretusei così come su chi lo precede, ossia la Cisco Roma piegata dall'ammazzagrandi Vibonese e chi ne è immediatamente alle spalle come il già citato Brindisi costretto al pari nel derby contro il Noicattaro, per non parlare del Cassino battuto dal Catanzaro. Quest'ultimo continua a condividere il primato con la Juve Stabia che a Castellammare ha strapazzato il Monopoli. Vista la deludente prova nel secondo tempo, lo scarso piglio ed il poco mordente esibiti, in settimana il presidente Tuccio potrà lecitamente chiedere - e chiedersi - perchè investire sul mercato di gennaio, quando non si vincono neanche queste partite; mentre il tecnico Provenza dovrà magari spiegare perché ha atteso 19 turni per far giocare titolare Rabbeni, andato poi subito a rete. Al direttore sportivo Donnarumma spetterà, verosimilmente, il compito di trovare una sintesi tra le eventuali richieste dell'allenatore ed il portafoglio del patron gelese.
FILIPPO GUZZARDI
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