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GELA E SIRACUSA CON LE POLVERI BAGNATE
Il Gela colpisce un palo con La Porta. Per il Siracusa, falcidiato dalle assenze, un punto importante
Dom 14 Feb 2010 23:47:44
di: Filippo Guzzardi
Lega Pro   Gela-Siracusa 0-0

GELA (4-3-3): Nordi 6,5; Ricca 6.5, Lucioni 6, Geraldi 6, Memè 6; Zaminga 6, Schiavon 7, Cammarota 6; Cruciani 5,5 (26' st Franciel 6), Agostinelli 6 (41' Estevez sv), La Porta 6,5. A Disp. Ferla, Di Muro, Piva, Scopelliti, Vianello. All. Provenza 5
SIRACUSA (4-3-3): Siringo 7; Nigro 6; De Pascale 6, Perricone 6, Capocchiano 6,5; Matinella 6, Berti 6, Lewandowsky 6; Di Piazza 5,5 (24' st Strigari 6), Dal Rio 6,5 (45' st Dalì sv), Bufalino 6 (39' st Mignogna sv). A Disp.: Fornoni, Di Silvestro, Calabrese; Perelli. All. Sonzogni 6,5
ARBITRO: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto 6
NOTE: Pomeriggio nuvoloso e Terreno pesante. Ammoniti: De Pascale (S), La Porta (G), Perricone (S). Angoli: 7-6 per il Siracusa. Recupero: 2' pt; 5' st. Spettatori: 1816 (con abbonati) per un incasso di 16.000 euro. 273 i siracusani in gradinata.

GELA - Nulla di fatto anche nel derby di ritorno tra Gela e Siracusa. Non solo il terreno, quindi: a bagnarsi sono anche le polveri ed il secondo derby isolano per importanza - dopo quello tra Catania e Palermo - finisce 0-0. Eppure, gli oltre 1800 spettatori, con folta rappresentanza siracusana in gradinata, non possono certo dire di aver assistito ad uno scialbo incontro, se non in alcuni tratti della ripresa, quando la benzina iniziava a scarseggiare. Derby agonisticamente valido, con compostezza e correttezza dentro e fuori dal campo. Terreno pesante, come dicevamo, il che non ha agevolato il compito del Gela, specie nel secondo tempo allorché è stato lasciato a fare il match da un atteggiamento tattico diventato a quel punto piuttosto conservativo da parte del team aretuseo. Ma non poche perplessità emergono dalla scelta di Provenza che ha ribadito, dopo Monopoli, l'utilizzo di Cruciani da esterno offensivo nel tridente d'attacco. Cruciani è un centrocampista, magari con attitudini offensive, ma non nel guadagnare il fondo o nell'incrociare al centro, quanto piuttosto negli inserimenti da dietro: quello di esterno offensivo destro non è il suo ruolo ed il giocatore non si esprime al meglio, guadagnandosi un'insufficienza, l'unica nella sua squadra, francamente non imputabile a colpe proprie. L'insufficienza, piena, la merita il tecnico salernitano, come tutti quei bravi allenatori che, chissà perché, si incartano e si ostinano a vedere qualcosa laddove non c'è nulla. Altro è il discorso per una mezzapunta come La Porta che ha saputo adattarsi al ruolo di esterno offensivo, giocando peraltro la sua migliore partita da quando è arrivato a Gela. Sarà pure un 4-3-3, ma l'unica punta effettiva in campo dall'inizio, per il Gela, era Agostinelli: ciò è pacifico. D'altronde, il fatto che in panchina non ci fosse un centrocampista di ruolo in cambio dei vari Zaminga, Schiavon e Cammarota, può solo significare che l'eventuale sostituto erà già in campo, benché impiegato in un altro ruolo. Nei 4 in difesa, vengono confermati in mezzo Lucioni e Geraldi con il rientrante Di Muro che si accomoda in panca. A presidiare l'out sinistro c'è il solito Memé, mentre dall'altra parte Ricca vince la concorrenza di Scopelliti e convince con una prestazione al di sopra della sufficienza. Bene anche Nordi tra i pali. Sul versante opposto c'è un vero 4-3-3 schierato da Sonzogni, deciso a giocarsela almeno per un'ora. Così è di fatto. Con le assenze di Cecere in porta, di Iodice in difesa, di Giurdanella e Cardinale in mezzo al campo e di De Angelis in attacco, il Siracusa si presenta con tre attaccanti di ruolo: Dal Rio al centro, Di Piazza e Bufalino sugli esterni. Nella zona nevralgica del campo, gli ex Matinella e Berti, più Lewandowsky, mostrano i muscoli e su un terreno appesantito dalla insistente pioggia di questi giorni si fanno nel complesso preferire ai più tecnici colleghi di reparto avversari nel primo tempo, per poi calare nella ripresa. Confermata la linea difensiva con Nigro ed un sorprendente Capocchiano sulle fasce e la coppia De Pascale-Perricone in mezzo. Siringo ha il compito di non far rimpiangere Mimmo Cecere e lo assolve in pieno. Ad arbitrare è il barcellonese Gallo che sostituisce il capitolino Gambini. Il primo nome in taccuino è quello di Lewandowsky la cui conclusione su punizione sorvola di non molto il sette, con Nordi a controllarne comunque la traiettoria. La prima azione goal, al quarto d'ora, è invece dei padroni di casa e porta la firma di Agostinelli il cui diagonale sfiora il montante alla destra dell'estremo difensore del Siracusa. Il passato pericolo sveglia gli ospiti che cominciano a mettere pressione ai cugini gelesi con una serie di calci d'angolo: autentico tallone d'achille dei locali in questa stagione. E' proprio sugli sviluppi di un corner che Nordi deve superarsi, stendendosi alla sua destra, per respingere il colpo di testa di Dal Rio. I pericoli del Gela vengono dall'alto e non è una novità: su punizione da posizione leggermente decentrata calciata da Lewandowsky, Perricone è tutto solo ma anzichè appoggiare al compagno libero al centro dell'area, indirizza a rete schiacciando di testa, con la sfera che finisce fuori dallo specchio della porta. Il punto di forza del Gela è la palla a terra e le combinazioni corte: nonostante le condizioni del campo non facilitino in tal senso, quando gli uomini di Provenza ci riescono, la difesa aretusea trema. Come quando sull'out sinistro Memè e La Porta trovano l'intesa ed il cross teso del terzino sinistro non viene tramutato in rete dall'accorrente Agostinelli anticipato d'un soffio, praticamente chiuso in un sandwich, dai due centrali difensivi ospiti. Bello e non solo esteticamente, il fraseggio che conduce La Porta a concludere poco oltre il limite: una fiondata rasoterra che colpisce in pieno il palo, con Cruciani che sembra ad un tratto voler giocare a flipper, sparando prima su Siringo e poi sull'esterno della rete. Altro spiovente e nuova difficoltà per la retroguardia gelese, con Memè che anticipa Nordi in uscita e la palla che finisce sul fondo mentre le due tifoserie del "Presti" trattengono il respiro per un paio di secondi. Sul corner successivo, la difesa del Gela respinge e la palla viene raccolta da La Porta, il quale si beve mezza squadra avversaria, infiammando i supporters di casa, ma poi sbaglia l'assist per Agostinelli e l'occasione sfuma. Impeccabile invece la sponda dello stesso Agostinelli sempre per La Porta che si decentra e libera il sinistro, concludendo male sul fondo senza accorgersi che il diretto avversario, Nigro, era nel frattempo scivolato aprendogli una sorta di corsia preferenziale verso la porta difesa da Siringo, sotto la curva Boscaglia. Allo scadere dei primi 45 minuti di gioco, Bufalino spedisce la sfera tra le mani di Nordi, mentre nel ribaltamento di fronte Cruciani non inquadra la porta. Al rientro dagli spogliatoi non ci sono novità nelle formazioni. Il Gela si fa subito vedere dalle parti di Siringo con La Porta e Zaminga. Dopo un primo tempo piuttosto impegnativo sul piano fisico, il centrocampo ospite inizia a subire una flessione, preventivabile se vogliamo, vista l'età di Berti, dello stesso Matinella, unitamente alla circostanza che quella schierata gioco forza da Sonzogni, fosse una linea mediana assolutamente inedita. Il trainer del Siracusa corre subito ai ripari per non prestare ulteriormente il fianco ai padroni di casa e scoccata l'ora di gioco, passa ad un più prudente 4-4-1-1, con il terzino sinistro Strigara che subentra a Di Piazza, mentre Capocchiano avanza sulla linea dei centrocampisti, Lewandowsky si sposta a destra e Bufalino si accentra nella trequarti a ridosso di Dal Rio, unica punta. Passano una decina di minuti ed anche Provenza decide di mischiare le carte, lanciando nella mischia Franciel al posto di Cruciani. Il modulo è ora un 4-3-1-2, con La Porta ad agire alle spalle della nuova coppia Agostinelli-Franciel. Non appena entrato, l'attaccante carioca si guadagna un calcio di punizione dai 16 metri in una posizione ideale per un mancino come lui. Quale esordio migliore se non quello di sbloccare un match difficile, peraltro un derby, bagnandolo con una stoccata di fioretto su punizione? E' quello che si chiedono pressocché tutti i tifosi locali sugli spalti ed effettivamente, il sinistro a giro di Franciel non è malaccio, anzi tutt'altro, tanto da costringere Siringo a piegarsi alla sua destra per allontanare la minaccia. Col passare dei minuti, il Siracusa arretra sempre più il baricentro fino ad alzare un'autentica barricata nelle battute finali. Considerate le indisponibilità, Sonzogni non può far altro che procedere a sostituzioni tecniche, con Mignogna al posto di Bufalino e Dalì al posto di Dal Rio, utili più che altro a perdere tempo e a rompere il ritmo incalzante delle sortite locali. Il muro eretto dagli ospiti regge ai tentativi di sfondamento del Gela che schiaccia il Siracusa e prova l'assedio finale, sebbene senza risultati confortanti. Servito da Franciel, Agostinelli tenta dalla distanza con un collo sinistro al volo che finisce però fuori, prima di uscire dal terreno di gioco per lasciare la scena a quel Estevez, nel recente passato vicinissimo al Taranto, il cui transfer è arrivato in Sicilia all'ultimo momento. Con il funambolico attaccante argentino, Provenza sembra voler calare l'ultimo asso nella manica e così è, appurato che Vianello rimane in panchina, nonostante ultimamente fosse stato l'unico a gonfiare la rete degli avversari. In pieno recupero, Schiavon ci prova con un sinistro dalla distanza che rimbalza davanti a Siringo, ma il guardiapali aretuseo fa buona guardia e chiude definitivamente la saracinesca. Il capitano biancazzurro è il migliore in campo, ancora una volta. Salito letteralmente in cattedra nel secondo tempo, ha preso per mano la squadra sotto il profilo del gioco e del carattere: vedasi un paio di recuperi a campo aperto su tentativi di ripartenze avversarie quando si era nelle battute finali della gara. Lo 0-0 finale sarebbe stato un risultato negativo per il Gela, qualora il Brindisi avesse sfruttato il turno casalingo: invece anche nel derby pugliese contro il Monopoli non si va oltre lo 0-0. Non cambia, dunque, nulla in classifica: per lo meno dal 3° al 6° posto. Ma con la Cisco che impatta in casa contro il Barletta nell'anticipo e con un Siracusa dimezzato nell'undici titolare, il Gela ha perso una ghiotta occasione per accorciare le distanze da chi la precede, allungandole al contempo nei confronti di chi gli è immediatamente alle spalle, mentre la promozione diretta diventa un discorso a due tra Catanzaro e Juve Stabia. Domenica prossima il Siracusa ospita il Brindisi, mentre a Gela farà visita il Vico Equense. Ci sarà ancora Cruciani nel tridente d'attacco?
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